Lezione #2-3 - Significati Collettivi Condivisi
- 14 mar 2015
- Tempo di lettura: 2 min
I valori sono concezione del desiderabile
Una vision statement efficace deve:
Essere chiara e descrivere in modo vivido un’immagine;
Riguardare il futuro;
Essere facilmente ricordabile;
Contenere espressioni che facciano presa;
Riferirsi ad aspirazioni realistiche.
Il gusto personale è uno dei fattori determinanti dell’emotional price; per determinare il gusto personale si usa quindi la pubblicità.
I colori hanno un senso e un significato profondo; tali significati appartengono alla psicolinguistica, e quindi un qualcosa che non si esprime attraverso il linguaggio. Esprimono sensazioni come le parole, e vengono usati in modo da dare sensazioni diverse.
Ogni colore genera vibrazione, e anche i sentimenti in relazione ai colori sviluppano quindi le stesse vibrazioni. Per questo i vari colori ci comunicano varie emozioni.
Noi abbiamo un sistema percettivo collettivo, il che significa che abbiamo una condivisione di valori collettivi accettati.
Leggi subconsenziali
Leggi che stanno al di sotto della coscienza razionale, ma entrano nell’ambito dell’inconscio; sono valori che abbiamo imparato e che la nostra coscienza non li mette mai in discussione.
Esempio: nessuno mai si metterebbe a meditare di fronte ad una parete rossa, ma piuttosto di fronte ad una parete blu; sono convenzioni create dall’uomo, che vengono apprese automaticamente, senza metterle in discussione.
Le leggi subcoscienziali fanno parte di un tipo di comunicazione che nel marketing viene usata per far passare velocemente il messaggio.
L’uomo tendenzialmente cerca sempre rifugio nel simbolo, per questo esistono certi tipi di tradizione e modi d’uso. Non si mette in discussione, non si cerca il perché, lo si applica e basta.
Quando non si condividono gli stessi valori potrebbero però avvenire dei fraintendimenti.
Se le culture hanno un rapporto di condivisione molto stretto (pochi valori in comune) possono avvenire dei fraintendimenti, ma se il rapporto di condivisione è molto ampio questi fraintendimenti scompaiono.
La cultura conserva i valori condivisi ma non è detto che un’altra cultura abbia gli stessi valori condivisi, bisogna per cui tener conto di tutti i valori facendo delle indagini, per capire quali sono i valori condivisi e quali no.
Chi fa da tramite per un prodotto deve quindi tenere più in conto la persona che il prodotto: all’acquirente interessa di più sapere l’identità di chi vende, non del prodotto, come prima scelta. Bisogna quindi creare un rapporto di fiducia tra venditore e acquirente.
I mercati cambiano come cambiano le culture, i valori comunicazionali cambiano in base al target delle varie culture:
Esempio, al nord la Barilla vende molto più che al sud; viceversa per la pasta Garofalo.
Si parla quindi di comunicazione vibrazionale (suoni, colori, forme). Dall’altra invece si ha quindi una comunicazione strutturata che pur basandosi sull’emozionalità fa riferimento a valori specifici di una determinata cultura.
In tutte le culture i colori corrispondono ad un certo tipo di sensazione, uguale per tutti. I colori hanno delle frequenze in hz, per cui possono essere paragonati ai suoni. I suoni per cui hanno li stessi valori universali dei colori: danno certi tipi di emozioni in base alla frequenza.
La comunicazione avviene solo quando c’è un incontro di significati e significati collettivi.
La firma corrisponde al significato. (Enzo Mari)
Terza lezione del corso di Marketing & Management 3
a cura del prof. Corrado Corradini







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